Allarme sanità

Emergenza pediatria nella Valle del Velino: il grido d’allarme del sindaco Nelli

La mancanza di pediatri di base lascia senza assistenza i bambini di otto comuni della zona montana

Emergenza pediatria nella Valle del Velino: il grido d’allarme del sindaco Nelli

La situazione della pediatria nella Valle del Velino è diventata insostenibile. Il sindaco del Comune di Cittareale, Francesco Nelli, ha lanciato un appello urgente alle istituzioni competenti per porre fine a una crisi che sta privando i bambini di un diritto fondamentale: la salute. Da mesi, un’area vasta e complessa che comprende i Comuni di Cittareale, Amatrice, Accumoli, Posta, Borbona, Micigliano, Borgo Velino e Antrodoco è priva di un pediatra di base. Una situazione che, secondo Nelli, non può più essere tollerata.

Un vuoto assistenziale inaccettabile

La mancanza di un pediatra di base nella Valle del Velino ha creato un vuoto assistenziale che colpisce famiglie e minori. Le difficoltà logistiche proprie dei territori montani e le condizioni climatiche invernali aggravano ulteriormente la situazione, proprio nel periodo dell’anno in cui i bambini avrebbero maggiore necessità di cure e continuità assistenziale. La ASL ha tentato di porre un rimedio temporaneo attraverso una presenza pediatrica limitata: un pediatra una volta a settimana ad Amatrice e uno due volte a settimana ad Antrodoco. Tuttavia, queste misure sono assolutamente insufficienti e non possono essere considerate una risposta adeguata né strutturale a un bisogno primario della popolazione.

La richiesta di intervento diretto e risolutivo

Il Comune di Cittareale chiede con determinazione un intervento diretto e risolutivo della Regione Lazio. È necessario assumere tutte le iniziative necessarie – anche straordinarie – per rendere attrattivo l’incarico e individuare almeno un pediatra di base disponibile a seguire in modo stabile e concreto l’intera Valle del Velino. Non è il tempo delle competenze scaricate né delle soluzioni tampone. È il tempo della responsabilità condivisa. Ogni livello istituzionale è chiamato a fare la propria parte per superare una situazione che non esitiamo a definire incresciosa e indegna di un sistema sanitario che voglia dirsi equo e universale.

Un appello alla solidarietà e all’azione

Le comunità locali hanno già pagato un prezzo altissimo in termini di isolamento, spopolamento e fragilità. Non possono e non devono essere lasciate sole anche sul fronte della tutela della salute dei bambini. Il sindaco Francesco Nelli ha ricordato che la precedente pediatra ha lasciato l’incarico e che, secondo quanto riferito dall’ASL, i bandi pubblicati sono andati deserti, lasciando il territorio completamente scoperto. Questa condizione non può essere accettata come una semplice criticità amministrativa: qui è in gioco l’uguaglianza nell’accesso ai servizi essenziali e la tutela dei diritti fondamentali dei minori.