In un’operazione mirata a garantire la sicurezza pubblica, la Polizia di Stato ha proceduto all’espulsione di due cittadini stranieri considerati pericolosi per la società. L’intervento, avvenuto nei giorni scorsi, ha visto il coinvolgimento dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Rieti e della locale Casa Circondariale, in un’azione coordinata che sottolinea l’impegno costante delle forze dell’ordine nel monitoraggio e nella gestione del territorio.
Il caso dell’egiziano
Il primo cittadino espulso è un egiziano di 26 anni, con un curriculum criminale impressionante. Tra i suoi precedenti penali figurano violenza sessuale, sequestro di minore, rapina aggravata, ricettazione e spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo aver scontato una condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione presso la Casa Circondariale di Rieti, l’uomo è stato scarcerato. Tuttavia, in considerazione della sua pericolosità sociale, è stato immediatamente espulso e accompagnato presso il Centro di Permanenza e Rimpatri di Bari, in attesa del rimpatrio nel suo paese di origine.
Il kosovaro e i crimini di guerra
Il secondo caso riguarda un cittadino kosovaro di 47 anni, arrestato lo scorso settembre dagli Agenti del Distaccamento Polizia Stradale di Amatrice. L’uomo era ricercato dalla Corte Suprema di Belgrado per crimini contro l’umanità e crimini di guerra, commessi nel 1999 quando era membro dell’organizzazione paramilitare disciolta UCK. Nonostante fosse stato scarcerato a seguito della revoca della misura cautelare da parte della Corte d’Appello di Roma, gli accertamenti dell’Ufficio Immigrazione hanno evidenziato la sua posizione irregolare di soggiorno e la presenza di segnalazioni di inammissibilità in area Schengen. Per questi motivi, è stato espulso e accompagnato al Centro di Permanenza e Rimpatrio di Ponte Galeria.