Carcere sotto esame

Visita del Garante Detenuti Lazio al Carcere di Rieti: Criticità e Raccomandazioni

Sovraffollamento, carenze formative e spazi sottoutilizzati emergono durante l'ispezione dell'istituto penitenziario

Visita del Garante Detenuti Lazio al Carcere di Rieti: Criticità e Raccomandazioni

Il Garante Detenuti Lazio visita il Carcere di Rieti: “Sovraffollamento, poca formazione e spazi da valorizzare” è il titolo della notizia che ha destato grande attenzione nella comunità locale. La visita del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, ha portato alla luce diverse criticità che affliggono l’istituto penitenziario di Rieti.

Sovraffollamento e carenze strutturali

Durante la visita, effettuata giovedì 2 aprile, il Garante Anastasìa ha evidenziato un tasso di affollamento pari al 181%, con 522 detenuti presenti al 31 marzo, di cui 264 stranieri, a fronte di 289 posti effettivamente disponibili. Tra i detenuti, 37 sono giovani adulti (dai 18 ai 25 anni), principalmente provenienti dagli Istituti Penali per Minorenni (Ipm). Anastasìa ha sottolineato la necessità di misure più adatte per questa fascia d’età. Inoltre, è emersa una carenza di personale di Polizia penitenziaria, con molte unità impegnate in traduzioni all’esterno per ragioni sanitarie.

Formazione e attività lavorative insufficienti

Uno dei punti critici emersi durante la visita è la scarsa offerta formativa e lavorativa all’interno del carcere. Sebbene la direzione, l’area educativa e la sicurezza abbiano mostrato disponibilità, le attività formative e lavorative sono limitate. La scuola è presente, ma mancano corsi professionalizzanti e lavorazioni interne, a parte la cucina e la lavanderia. Solo un detenuto lavora all’esterno e un semilibero è disponibile, numeri che Anastasìa ha definito insufficienti. La comunità esterna è stata criticata per la mancanza di attenzione verso il carcere, che rimane un corpo estraneo al tessuto cittadino.

Spazi sottoutilizzati e raccomandazioni future

Anastasìa ha evidenziato la presenza di spazi che potrebbero essere meglio utilizzati per attività varie. Attualmente, tre campi da calcetto sono fruibili per quattro ore, due volte a settimana, rappresentando l’unico sfogo significativo per la numerosa popolazione detenuta. La delegazione del Garante ha visitato diverse aree del carcere, tra cui le sale colloqui, i reparti, l’area verde, la cucina, i laboratori, la palestra, il teatro, la lavanderia, le stanze d’isolamento e l’area sanitaria. Nelle prossime settimane, il Garante invierà alla direzione dell’istituto le proprie osservazioni con raccomandazioni relative alle aree di miglioramento individuate.

Un passo verso il miglioramento

La visita del Garante Detenuti Lazio al Carcere di Rieti ha messo in luce criticità importanti che necessitano di interventi urgenti. Il sovraffollamento, la mancanza di formazione e le carenze strutturali richiedono un impegno congiunto tra le autorità locali, la comunità e le istituzioni penitenziarie per migliorare le condizioni di vita dei detenuti e favorire la loro reinserimento sociale. Le raccomandazioni che seguiranno rappresentano un passo fondamentale verso il miglioramento delle condizioni dell’istituto penitenziario di Rieti.