La decisione di eliminare una farmacia funzionante a Torricella per sostituirla con un dispensario provvisorio ha scatenato un’ondata di critiche e proteste nella comunità locale. La vicenda, che ha visto la raccolta di oltre tremila firme a sostegno della farmacia, solleva questioni importanti sulla trasparenza e la responsabilità amministrativa.
Un servizio sanitario eliminato
La farmacia di Torricella, situata ad Ornaro Basso, era un presidio sanitario completo, con servizi avanzati, consegna a domicilio gratuita e una utenza consolidata. La sua chiusura non è stata motivata da irregolarità o errori, ma da una decisione politica. Secondo quanto riportato, la farmacia è stata eliminata perché incompatibile con un progetto politico e di casta farmaceutica. Il dottor Fabio Giovannetti, il farmacista responsabile, è stato trattato come un nemico da abbattere, nonostante la sua professionalità e il sostegno della comunità.
Le conseguenze della decisione
La decisione di chiudere la farmacia ha avuto ripercussioni significative. Un’attività economica reale, un professionista e i suoi dipendenti hanno subìto gravi conseguenze. Il dispensario inaugurato al suo posto è un presidio inferiore e provvisorio. Le voci a sostegno della decisione non rappresentano la comunità intera, ma persone economicamente indipendenti dalle scelte amministrative. Questo ha creato un cortocircuito in cui chi non perde nulla difende la decisione, mentre chi ha perso tutto non viene ascoltato.
La reazione della comunità e le domande aperte
La comunità di Torricella ha reagito con forza alla decisione, raccogliendo oltre tremila firme per chiedere la permanenza della farmacia. Tuttavia, la risposta dell’amministrazione è stata nessuna apertura, nessun tentativo di mediazione, nessuna soluzione alternativa. La sindaca ha affermato di non conoscere i presupposti dichiarati al giudice amministrativo, una dichiarazione che ha lasciato molti perplessi. La vicenda solleva domande importanti sulla trasparenza e la responsabilità amministrativa.