La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha dato il via libera al cosiddetto disegno di legge anti-ballottaggi, che abbassa dal 50% al 40% il quorum di voti necessario per l’elezione diretta dei sindaci, evitando così il ricorso al ballottaggio. Questo provvedimento, attualmente in esame al Parlamento in prima lettura, rappresenta un significativo cambiamento nel sistema elettorale locale.
L’iter legislativo e le opposizioni
L’iter legislativo del disegno di legge è iniziato quasi un anno fa, nell’aprile del 2025, quando il ddl è stato assegnato alla commissione. Tuttavia, il processo è stato rallentato dalla pioggia di emendamenti presentati dalle opposizioni, che hanno superato i 1400. Inizialmente, la proposta era contenuta in un emendamento al decreto Elezioni presentato dalla maggioranza, ma è stata ritirata per evitare lo stop per inammissibilità, a causa della scarsa attinenza con quel decreto dedicato alle Amministrative e ai referendum previsti nel 2025. Successivamente, la proposta è stata trasformata in un disegno di legge sottoscritto da tutti i capigruppo del centrodestra.
Le novità introdotte dal disegno di legge
Oltre alla nuova soglia per i ballottaggi, il testo del disegno di legge prevede un premio alla lista o al gruppo di liste collegate al candidato eletto, pari al 60% dei seggi. Questo premio è previsto “sempreché nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50% dei voti validi”. La modifica mira a semplificare il processo elettorale e a garantire una maggiore stabilità nelle amministrazioni comunali, evitando i costi e le complicazioni legate ai ballottaggi.
Impatto e prospettive future
La riforma elettorale rappresenta un passo significativo verso la semplificazione del processo di elezione dei sindaci, riducendo la necessità di ricorrere a ballottaggi che possono prolungare l’incertezza politica e amministrativa. Tuttavia, la modifica ha suscitato dibattiti e critiche da parte delle opposizioni, che temono un indebolimento del principio di rappresentanza democratica. Il disegno di legge, ora in attesa di ulteriori passaggi parlamentari, potrebbe entrare in vigore in tempo per le prossime elezioni amministrative, cambiando radicalmente il panorama politico locale.