Sciopero studentesco

Protesta al Liceo Rocci: studenti in sciopero contro il divieto di uscita durante la ricreazione

Gli alunni chiedono un dialogo con la dirigente per migliorare le condizioni durante gli intervalli

Protesta al Liceo Rocci: studenti in sciopero contro il divieto di uscita durante la ricreazione

Mattinata di tensione al Liceo Rocci di Rieti, dove gli studenti hanno organizzato uno sciopero per protestare contro il divieto di uscire dalle palazzine durante la ricreazione. La decisione della dirigente scolastica ha scatenato una vivace protesta, con gli alunni che chiedono un confronto aperto per migliorare le condizioni durante gli intervalli.

Le ragioni della protesta

La misura imposta dalla dirigente scolastica vieta agli studenti di uscire dalle palazzine durante l’intervallo, costringendoli a restare chiusi in classe o a muoversi solo nei corridoi del piano di appartenenza. Le lezioni al Liceo Rocci sono sei consecutive, e molti studenti ritengono che l’impossibilità di uscire anche solo per pochi minuti durante la pausa renda le giornate scolastiche particolarmente pesanti. “Dopo diverse ore seduti, abbiamo bisogno di muoverci e prendere aria”, spiegano alcuni studenti riuniti davanti ai cancelli della scuola con cartelli e striscioni. La protesta non riguarda solo il provvedimento in sé, ma anche il clima creato nei giorni scorsi, quando la preside avrebbe liquidato le loro richieste affermando che “gli studenti non hanno diritto di decidere” e che “è la dirigente a stabilire le regole”. Queste parole hanno acceso ulteriormente gli animi e rafforzato la volontà di chiedere un dialogo formale.

Condizioni critiche nelle palazzine prefabbricate

La situazione appare ancora più critica per quegli alunni che seguono le lezioni nelle palazzine prefabbricate situate nel cortile dell’istituto. Gli studenti denunciano condizioni non adeguate, parlando di spazi ristretti e strutture che ritengono non pienamente a norma. In questi ambienti, il divieto di uscita durante l’intervallo viene vissuto come un’ulteriore penalizzazione. Durante lo sciopero, gli studenti hanno chiesto ufficialmente un confronto aperto con la dirigente scolastica, auspicando un dialogo che tenga conto delle loro esigenze e del loro benessere. “Non vogliamo mancare di rispetto a nessuno — spiegano i rappresentanti — ma chiediamo di essere ascoltati.”