Prosegue il monitoraggio del passaggio dell’acquedotto dal Consorzio Media Sabina ad APS spa, un processo che ha già portato a significative interruzioni del servizio idrico, come quella verificatasi a Casperia. La vicenda, che coinvolge dieci comuni sabini, è al centro di un dibattito acceso, con il Comitato Acqua Bene Comune – Sabina che chiede maggiore trasparenza e chiarimenti sulle decisioni prese.
L’assemblea del comitato e le richieste di chiarimento
Si è svolta domenica 1 febbraio a Roccantica l’ultima assemblea del Comitato Acqua Bene Comune – Sabina, nato nei mesi scorsi mentre maturava il passaggio del loro acquedotto dal Consorzio Media Sabina all’APS spa. Durante l’incontro, i partecipanti, provenienti dai vari comuni del Consorzio e anche da Comuni già gestiti da APS, hanno alimentato il Comitato con nuove adesioni e deciso di procedere con richieste formali di incontro con le figure responsabili. Tra le questioni sollevate ci sono la mancata comunicazione ai cittadini durante il passaggio ad APS spa, le negligenze e le responsabilità che avrebbero portato al debito, il ritardo nella pubblicazione dello schema di rendiconto 2024, e il recupero dei canoni verso gli utenti finali. Il Comitato ha anche deciso di interloquire direttamente con APS spa, chiedendo un incontro formale circa il futuro del Consorzio e dei suoi utenti, comprese le future bollette.
Le criticità del passaggio e l’interruzione idrica a Casperia
Il passaggio dell’acquedotto dal Consorzio Media Sabina ad APS spa, avviato lo scorso 15 marzo 2025, è stato caratterizzato da una mancanza di trasparenza. Il Consorzio ha tenuto tre assemblee deliberative in videoconferenza senza presenza di pubblico, nonostante le norme di legge e lo statuto del consorzio stesso. Inoltre, non ha mai dato risposta alla petizione firmata da oltre 200 persone, che chiedeva un incontro pubblico di chiarimento sugli aspetti oscuri, come il passivo di bilancio maturato negli ultimi anni. Il giorno stesso dell’assemblea del Comitato, si è verificata un’interruzione idrica improvvisa a Casperia, durata almeno 10 ore, che ha evidenziato l’importanza della manutenzione dell’acquedotto e la necessità di investimenti adeguati.
Il futuro del servizio idrico e la tutela dell’acqua come bene comune
Il Comitato Acqua Bene Comune – Sabina, che si richiama al referendum italiano per l’acqua pubblica nel 2011, ricorda che la legge regionale n.5 del 2014, tuttora vigente, ribadisce il rispetto dell’esito referendario. L’articolo 7 prevede un Fondo di solidarietà per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato per aiutare aziende speciali e consorzi di comuni a riprendere il controllo della gestione del servizio. Le finalità del Comitato non si limitano a fare luce sugli accadimenti che hanno portato alla fine del Consorzio, ma comprendono tutti gli aspetti che riguardano la tutela dell’acqua come bene comune, escludendo le logiche di profitto dalla sua gestione e rivalutando l’importanza della partecipazione della collettività nei processi decisionali. Saranno quindi approfondite le questioni legate al raddoppio dell’acquedotto del Peschiera, al raccordo dell’infrastruttura tra Peschiera e Tuscia via Bassa Sabina e la proposta di legge per la creazione di un Ato unico regionale.