In seguito alle recenti dichiarazioni della CGIL relative alle condizioni del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero San Camillo De Lellis, il personale medico, infermieristico e di supporto ha deciso di rispondere con una nota ufficiale per chiarire la situazione e fornire una visione più accurata delle dinamiche interne.
La risposta del personale alle accuse
Lo scorso 26 marzo, la FP CGIL ha pubblicato un comunicato su vari quotidiani locali, sollevando interrogativi sulla dignità dei pazienti collocati lungo i corridoi del Pronto Soccorso e affermando con toni accesi che “il Pronto Soccorso DEVE FUNZIONARE”. Il personale del San Camillo De Lellis, pur non entrando nelle scelte organizzative comunicate alla cittadinanza, condivide l’auspicio di ulteriori assunzioni e finanziamenti. Tuttavia, non può accettare valutazioni massimaliste e proclami populisti che mettono in discussione l’etica professionale degli operatori. La nota sottolinea l’importanza di fornire informazioni consapevoli ed oggettive ai lettori, precisando alcuni aspetti non evidenziati dall’articolo della CGIL.
Il processo di assistenza ai pazienti
Il personale del Pronto Soccorso spiega che il paziente che giunge al triage viene inizialmente valutato per stabilire la priorità di accesso alle cure. Successivamente, prosegue la valutazione in sala visita con personale medico e infermieristico dedicato. Durante tutto il processo, il paziente è assistito, trattato con diagnosi e terapie, e accudito grazie anche al personale di supporto. Una volta raggiunta la stabilizzazione, il paziente può essere dimesso a domicilio o ricoverato. Fino a quel momento, per motivi clinici, il paziente resta su barella. Il paziente destinato al ricovero resta in carico al Pronto Soccorso fino alla disponibilità di un posto letto nel reparto di destinazione. Negli ultimi tre anni, il numero totale di accessi è aumentato di circa 10.000 unità, creando un sovraccarico di lavoro per il personale e complicando il funzionamento del Dipartimento d’Emergenza.
La gestione dei posti letto e la collocazione dei pazienti
Il personale del Pronto Soccorso ritiene illogico criticare la decisione dell’Azienda Sanitaria di disporre i pazienti nei corridoi dei singoli reparti per decongestionare gli spazi comuni. I dati confermano che questa misura assicura ai degenti una sosta minima, senza ledere dignità o continuità di cura e assistenza, e permette di ripartire meglio il carico di lavoro tra le varie figure professionali. La nota conclude con un atto di respingere illazioni sulle condizioni di degenza e sull’etica degli operatori, chiedendo che questa nota venga pubblicata con la rilevanza che merita.