la protesta

Manifestazione a Rieti contro guerra, patriarcato e capitalismo

Un appello alla liberazione e all'autodeterminazione per un futuro senza oppressione

Manifestazione a Rieti contro guerra, patriarcato e capitalismo

Domani, 7 marzo, Rieti sarà teatro di una manifestazione contro la guerra, il patriarcato e il capitalismo. La protesta, organizzata da vari collettivi locali, partirà alle ore 16 da Piazza Cavo con un messaggio chiaro: non si tratta di chiedere spazio, ma di prenderselo. Gli organizzatori affermano che non vogliono il permesso di esistere, ma lottano per esistere ogni giorno, rompendo la logica del potere che concede e domina.

La rivoluzione quotidiana contro il patriarcato

La manifestazione si pone come un atto di rottura con le gerarchie e i privilegi del patriarcato. Gli organizzatori sottolineano che la rivoluzione è un atto quotidiano che mira a trasformare il paradigma del genere, della razza e della classe sociale. La protesta si concentra anche sulle logiche del capitalismo che trasformano i corpi in risorse, il tempo in merce e le vite in funzioni. Il messaggio è chiaro: non esistono guerre lontane o vicine, ma un unico sistema che dichiara guerra alle soggettività, militarizza i territori e legittima la violenza domestica.

La libertà come atto di ribellione

La libertà, secondo gli organizzatori, non è un ideale scritto nei codici, ma un atto di ribellione contro il profitto e la produttività forzata. La manifestazione chiede asili gratuiti, congedi parentali uguali e obbligatori, reddito e riconoscimento per chi sceglie il lavoro domestico. Gli organizzatori affermano che la cura non è un destino biologico delle donne, ma un lavoro imposto che le sfrutta. La protesta si concentra anche sul tema del consenso, affermando che il consenso non si interpreta, non si negozia dopo e non si relativizza. La cultura dello stupro, del controllo e dell’oggettificazione è la stessa che legittima eserciti invasori, spose bambine, mogli trofeo e corpi perfetti da consumare.

Un appello all’autodeterminazione e alla solidarietà

La manifestazione si conclude con un appello all’autodeterminazione e alla solidarietà. Gli organizzatori affermano che la lotta è tentacolare perché il potere è tentacolare. La protesta si concentra sui contratti precari, sui confini armati, sui tribunali, sui consigli di amministrazione, sulle famiglie autoritarie e sui governi militaristi. Gli organizzatori praticano autodeterminazione qui e ora, costruendo reti, autorganizzazione dal basso, solidarietà e alleanze intersezionali. La manifestazione si conclude con un appello a disertare la guerra e il patriarcato, a disobbedire alle leggi ingiuste e a sciopero dalla riproduzione del sistema.