Il prossimo anno, il 2026, segna una svolta cruciale per il futuro della Stazione di Granicoltura “Nazareno Strampelli” situata a Campomoro. Entro la primavera del medesimo anno, il vincitore dell’appalto concorso per la ristrutturazione del complesso di Via Borgorose sarà tenuto a presentare il progetto esecutivo. Questo intervento rappresenta un passo fondamentale per garantire la conservazione e la valorizzazione di un sito di rilevanza storica e scientifica, scongiurando il rischio di una trasformazione che avrebbe compromesso la sua identità originaria. L’impegno congiunto dell’Amministrazione Comunale, della Regione Lazio, del Ministero dell’Agricoltura e dell’Università della Tuscia sottolinea l’importanza di preservare la memoria di un luogo che ha contribuito in modo significativo alla rivoluzione verde nel settore agricolo.
Campomoro, sede della Stazione di Granicoltura “Nazareno Strampelli”, si prepara a un periodo di riqualificazione e rilancio. La presentazione del progetto esecutivo nel 2026 segnerà l’inizio di una nuova fase per la struttura, che ha una storia radicata nel progresso dell’agricoltura italiana. La decisione di ristrutturare il complesso e preservare la sua funzione originale testimonia la volontà di onorare l’eredità di Nazareno Strampelli, il genetista marchigiano che ha reso Campomoro la “casa madre” di importanti innovazioni nel campo della cerealicoltura. Il progetto esecutivo dovrà delineare le linee guida per la conservazione del patrimonio storico e scientifico del sito, garantendo al contempo la sua modernizzazione e l’adeguamento alle esigenze del mondo contemporaneo.
La salvezza della Stazione di Granicoltura “Nazareno Strampelli” è stata resa possibile grazie a diversi fattori, tra cui l’impegno di figure chiave e la consapevolezza del valore storico del sito. Un momento cardine è rappresentato dal discorso del senatore democristiano Marzio Berardinetti, pronunciato il 5 dicembre 1967. Berardinetti, ricordando l’opera di Nazareno Strampelli, sottolineò l’importanza di preservare il prestigio del sito, che rappresentava un punto di riferimento per la cerealicoltura non solo in Italia, ma anche in Europa e nel mondo. Il suo intervento contribuì a far emergere la necessità di tutelare l’eredità di Strampelli e di evitare la perdita di un patrimonio inestimabile. In seguito, i fedeli collaboratori di Nazareno Strampelli, guidati dall’agronomo Eugenio Margaritelli, si sono impegnati per sanare le ferite causate all’Istituto Sperimentale di Campomoro, caduto in stato di abbandono.
Il futuro della Stazione di Granicoltura “Nazareno Strampelli” di Campomoro è quindi delineato e carico di speranza. La presentazione del progetto esecutivo nel 2026 rappresenta un passaggio fondamentale per la realizzazione di un futuro che possa onorare la memoria di Nazareno Strampelli e valorizzare il patrimonio scientifico e storico del sito. L’impegno congiunto delle istituzioni e la collaborazione dei diversi attori coinvolti testimoniano la volontà di preservare un luogo che ha segnato la storia dell’agricoltura italiana. Il risultato sarà un importante contributo alla valorizzazione del territorio e alla promozione della conoscenza.