Il Commissario Straordinario per la ricostruzione e la riparazione post-sisma 2016, Guido Castelli, ha espresso la sua gratitudine al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Ministro per la protezione civile Nello Musumeci e a tutto il Consiglio dei ministri per aver rinnovato la fiducia nei suoi confronti, prorogando il suo incarico fino al 31 dicembre 2026. Consapevole dell’importanza del ruolo, Castelli ha sottolineato come il 2026 rappresenti un anno cruciale, segnando il decennale di uno degli eventi sismici più drammatici nella storia recente del Paese. Questo anniversario impone, a suo dire, la conservazione della memoria degli eventi passati e un impegno ancora maggiore e concreto per rendere sempre più efficace il lavoro svolto fino ad oggi, con un occhio di riguardo ai cantieri e alla velocizzazione della macchina amministrativa.
Una Responsabilità Accolta con Senso del Dovere
Il Commissario ha dichiarato che la piena attenzione sarà rivolta alla realtà di Amatrice, con l’obiettivo primario di riportare i cittadini nelle loro case nel minor tempo possibile. Castelli ha evidenziato come, in tre anni, grazie al sostegno del Governo e alla collaborazione delle Regioni, degli enti locali, degli Uffici speciali e di tutti gli attori coinvolti, si sia impresso un deciso cambio di passo alla ricostruzione. A testimonianza di questa accelerazione, ha citato i numeri: quasi 13.000 cantieri chiusi, 9.000 in corso e 1.500 opere pubbliche già avviate. Inoltre, ha sottolineato che un terzo dei circa 14.000 nuclei familiari che avevano perso l’abitazione sono già rientrati nelle proprie case. Un successo che è il risultato dell’impegno profuso in questi anni.
Progetti e Sviluppo per il Futuro
Il Commissario Castelli ha ricordato che, grazie anche alle misure introdotte dal Governo e dalla Maggioranza, tra cui l’intervento diretto dello Stato per la chiusura delle “code” del Superbonus, che consente la prosecuzione di circa 5.000 cantieri, il 2026 dovrà essere un anno dedicato ai cantieri e ai borghi dell’Appennino centrale, che potranno così tornare a nuova vita. Oltre alla ricostruzione materiale, Castelli ha ribadito l’impegno a proseguire con la riparazione economica e sociale, al fine di garantire alle comunità locali nuove opportunità di crescita e sviluppo. Il percorso intrapreso, con sempre maggiore fiducia e determinazione, continua, nella consapevolezza che il decennale del sisma richiama a una riflessione e a un dovere collettivo: trasformare una profonda ferita in una nuova prospettiva di futuro per l’Appennino centrale.