Vent’anni fa, il 14 febbraio 2006, nasceva l’A.P.E. – Associazione Progetto Endometriosi, un’associazione formata da donne volontarie di tutta Italia, impegnate nel fare informazione e creare consapevolezza sulla patologia, che ne colpisce una su 10. Un’associazione che in 20 anni ha costruito passo dopo passo una rete solida e appassionata, fatta di pazienti, professionisti della salute e persone uniti da un obiettivo comune: dare voce e supporto a tutte coloro che convivono con questa malattia cronica. L’endometriosi riguarda circa 3 milioni di donne in Italia e circa il 10% delle donne in età fertile nel mondo, eppure il ritardo diagnostico oscilla ancora tra i 5 e gli 8 anni. Quasi un decennio di sofferenza evitabile, di risposte mancate. È per dare voce a questo silenzio che l’A.P.E. lavora ogni giorno, organizzando eventi informativi, attività di divulgazione nelle scuole, corsi di formazione e alta specializzazione per ginecologi e sanitari, in collaborazione con medici esperti di endometriosi.
Iniziative per la consapevolezza
Marzo è il Mese della Consapevolezza sull’Endometriosi, e quest’anno più che mai le iniziative dell’A.P.E. si moltiplicano su tutto il territorio nazionale. Con la 12ª edizione di Vetrine Consapevoli, centinaia di negozi e attività commerciali allestiranno le proprie vetrine con decorazioni rosa e materiali informativi. Un gesto semplice e potente per trasformare le strade di paesi e città in luoghi di informazione accessibile, capaci di raggiungere chiunque passi, anche chi non ha mai sentito parlare di endometriosi. Il weekend del 28 e 29 marzo 2026, in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Endometriosi, torneranno I Fiori della Consapevolezza: circa 40 piazze in tutta Italia – ancora più numerose rispetto all’anno scorso – dove le volontarie dell’A.P.E. accoglieranno i cittadini con punti informativi, gerbere rosa e semi di girasole. Fiori scelti non a caso: fragilità e forza insieme, specchio di chi ogni giorno affronta questa malattia. Le donazioni raccolte finanzieranno la formazione dei professionisti sanitari, uno dei pilastri dell’impegno dell’A.P.E., che grazie alle sue iniziative ha formato oltre 340 tra ginecologi, radiologi e professionisti della salute mentale, perché per trattare la malattia è fondamentale un approccio multidisciplinare e la diagnosi precoce comincia da chi sa riconoscere i sintomi.
L’importanza della formazione e dell’informazione
Vent’anni di storie, di piazze, di impegno concreto. E ancora tanto da fare: l’endometriosi non è stata inserita totalmente nei Livelli Essenziali di Assistenza aggiornati, mancano centri specializzati capillari, tutele per le lavoratrici. L’A.P.E. non si ferma. Marzo è solo l’inizio. Cos’è l’endometriosi? L’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica che colpisce in Italia circa il 10% della popolazione femminile in età fertile, anche se i dati sono estremamente parziali e probabilmente sottostimati. I sintomi più diffusi sono: forti dolori mestruali ed in concomitanza dell’ovulazione, cistiti ricorrenti, irregolarità intestinale, pesantezza al basso ventre, dolori ai rapporti sessuali, infertilità nel 35% dei casi. Per una malattia di cui non si conoscono ancora le cause, per la quale non esistono cure definitive né percorsi medici di prevenzione, per limitare i danni che l’endometriosi provoca, è fondamentale fare informazione per creare consapevolezza! L’A.P.E. è una realtà nazionale che da 20 anni informa sull’endometriosi, nella consapevolezza che l’informazione sia l’unica prevenzione ad oggi possibile. Sul sito dell’APE – www.apendometriosi.it – ci sono tutte le informazioni utili e i progetti per aiutare concretamente le donne affette da endometriosi e per entrare a far parte della rete nazionale.
Un impegno costante per il futuro
L’A.P.E. continua a lavorare instancabilmente per migliorare la qualità della vita delle donne affette da endometriosi. Le iniziative come “I Fiori della Consapevolezza” e “Vetrine Consapevoli” sono solo alcune delle molte attività organizzate per sensibilizzare l’opinione pubblica e supportare la ricerca. La formazione dei professionisti sanitari rimane una priorità, poiché una diagnosi precoce e un trattamento adeguato possono fare la differenza nella vita delle pazienti. L’associazione spera che, con il tempo, l’endometriosi possa essere riconosciuta come una priorità sanitaria e che vengano implementati centri specializzati e tutele per le lavoratrici. Marzo è solo l’inizio di un percorso che continuerà per tutto l’anno, con l’obiettivo di fare della consapevolezza un’arma vincente contro questa malattia.