Le famiglie di Stimigliano esprimono forte preoccupazione per la gestione dell’asilo nido comunale “Il Regno dei Folletti”, lamentando ritardi nelle comunicazioni, disagi e un aumento inaspettato della retta mensile. La situazione, che si protrae da mesi, ha visto promesse non mantenute e comunicazioni tardive da parte dell’amministrazione comunale, generando notevoli difficoltà economiche per i genitori. La vicenda solleva interrogativi sulla trasparenza e l’equità nella gestione dei servizi comunali, con le famiglie che chiedono chiarezza e soluzioni concrete.
Aumento della retta e mancanza di trasparenza
Il fulcro della contestazione riguarda l’aumento della retta mensile a 400 euro, indipendentemente dall’ISEE, e le richieste di nuova iscrizione, senza atti ufficiali né scadenze definite. I genitori hanno espresso il loro dissenso attraverso incontri e PEC, ma il Comune non ha ancora preso provvedimenti concreti, né definito rimborsi. La situazione è diventata particolarmente problematica dopo la riunione del 28 agosto, in cui è stato comunicato verbalmente il cambio del sistema di pagamento. In seguito, le famiglie hanno chiesto l’accesso agli atti per ottenere la documentazione amministrativa relativa all’affidamento della gestione dell’asilo nido alla nuova cooperativa. Nonostante la richiesta, l’amministrazione comunale ha risposto solo l’ultimo giorno utile con trenta giorni di ritardo dalla richiesta, ossia il 29 settembre. Questo ha creato notevoli difficoltà, soprattutto perché il 5 settembre erano state pubblicate le graduatorie basate sulle fasce ISEE, come previsto dal bando di ammissione. L’8 settembre il nido ha riaperto, e i bambini presenti in graduatoria hanno iniziato a frequentare, ma il 26 settembre la cooperativa Alere ha richiesto una nuova iscrizione, con un modulo identico al precedente, ma con la significativa modifica della retta fissa. Sul sito del Comune non era stata pubblicata alcuna documentazione relativa alla decisione di non applicare più le fasce ISEE, né alcun atto di gara riferito all’affidamento del servizio alla nuova cooperativa, ed alla richiesta di nuova iscrizione della cooperativa non era stata indicata alcuna scadenza. L’assenza di trasparenza e la mancanza di informazioni chiare hanno portato i genitori a sollevare dubbi sulla validità delle precedenti iscrizioni e sulla gestione dei fondi.
Richieste di chiarimenti e mancanza di risposte concrete
I genitori, assistiti da un legale, hanno sollevato una serie di questioni cruciali. Hanno evidenziato la necessità di una redistribuzione dei fondi comunali già stanziati, proponendo soluzioni concrete per mitigare l’impatto economico dell’aumento della retta. Il 4 ottobre, il legale ha inviato una PEC all’amministrazione comunale, sottolineando le criticità nella gestione del servizio e richiedendo un incontro con il Sindaco. L’8 ottobre, nonostante la mancata formalizzazione delle nuove iscrizioni da parte di molti genitori, è stata emessa la prima fattura dalla Cooperativa, con una scadenza di pagamento fissata al 15 ottobre, pena la sospensione del servizio. L’amministrazione comunale ha convocato un incontro con i genitori per il 15 ottobre, durante il quale il Sindaco ha espresso posizioni discutibili, sostenendo che l’asilo nido è pensato per famiglie in cui entrambi i genitori lavorano e che, in passato, a Reggio Emilia, le rette erano anche più alte. Le famiglie hanno ribadito la loro richiesta di un contributo maggiore per quelle con ISEE più basso, arrivando a proporre una redistribuzione dei fondi esistenti. Dopo diversi incontri e promesse, l’amministrazione ha proposto un ulteriore contributo trimestrale, ma senza concretizzare alcuna azione. Nonostante le rassicurazioni, il rimborso promesso per settembre e ottobre non è stato erogato, e la chiusura della cassa comunale ha sancito l’ufficialità del mancato rimborso entro l’anno, sollevando interrogativi sulla destinazione dei fondi stanziati per il nido.
La gestione dell’asilo nido a Stimigliano solleva serie preoccupazioni sulla trasparenza, l’equità e l’efficacia dell’amministrazione comunale. Le famiglie, stanche dei ritardi, dei disagi e delle promesse non mantenute, chiedono risposte concrete e soluzioni che tengano conto delle loro difficoltà economiche. La vicenda mette in luce la necessità di un dialogo aperto e costruttivo tra l’amministrazione e i cittadini, al fine di garantire un servizio essenziale come l’asilo nido, che sia accessibile e sostenibile per tutti.