La Guardia di Finanza di Rieti ha sequestrato 520 litri di gasolio acquistato con accise ridotte e IVA agevolata, denunciando un soggetto per sottrazione al pagamento delle imposte. L’operazione si inserisce nel contesto di un’intensificazione dei controlli lungo la filiera distributiva dei prodotti energetici, volta a prevenire frodi e pratiche speculative nel settore.
Contesto e motivazioni dell’operazione
L’attuale instabilità dello scenario internazionale ha determinato un incremento dei costi dei prodotti petroliferi a livello mondiale, con ripercussioni significative sulle catene di rifornimento delle materie prime del comparto energetico. Al fine di scongiurare dannose ripercussioni sulla sostenibilità dei cicli produttivi e sul potere di acquisto delle famiglie, nonché l’eventuale ricorso a canali di approvvigionamento illeciti, la Guardia di Finanza di Rieti ha intensificato i controlli lungo l’intera filiera distributiva dei prodotti energetici. Questa azione è stata intrapresa in attuazione di mirate indicazioni del Comando di vertice, con l’obiettivo di prevenire aumenti incontrollati e pratiche speculative nel settore.
Dettagli dell’operazione e risultanze investigative
Dopo aver condotto un’analisi di rischio sulle possibili fenomenologie illecite attraenti il territorio provinciale, incrociata con le risultanze derivanti dal controllo economico del territorio quotidianamente condotto dalle pattuglie, i finanzieri della provincia di Rieti hanno avviato una serie di ispezioni nei confronti di una platea di soggetti che risultavano aver beneficiato di ingenti acquisti di gasolio agricolo. Questo tipo di carburante, destinato esclusivamente all’uso agricolo, beneficia di un’imposta di produzione e fabbricazione ridotta rispetto al carburante destinato all’autotrazione, nonché di un’aliquota IVA agevolata del 10%. L’attenzione degli operanti si è focalizzata su un soggetto che, in totale assenza dei requisiti previsti dalla normativa di settore, aveva richiesto ed ottenuto l’assegnazione di gasolio agricolo, acquistato con accisa ridotta e aliquota IVA agevolata al 10%. L’attività investigativa svolta ha appurato che il beneficiario era privo di partita IVA, cessata alla fine del 2020 e non più iscritto nel registro delle imprese tenuto presso la CCIAA, e che, pur non esercitando alcuna attività di impresa agricola, aveva acquistato, nel corso degli anni dal 2021 al 2025, complessivi 2069 kg di carburante agevolato. Durante la perquisizione domiciliare eseguita presso la sua abitazione e un terreno attiguo di proprietà, è stata rinvenuta e sottoposta a sequestro la rimanenza di prodotto ancora detenuto in una cisterna, nonché quello contenuto in due trattori ad uso personale, per un totale di 520 litri. Il soggetto è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per sottrazione al pagamento dell’accisa e destinazione del prodotto ad uso soggetto a maggiore imposta.
Impatto e significato dell’operazione
I fenomeni dell’evasione fiscale e delle frodi alle accise, scaturenti dall’indebita percezione di carburanti destinati ad uso agricolo ad aliquota agevolata e la loro destinazione ad usi tassati, risultano idonei ad assicurare profitti illeciti ed arrecano gravi danni alle entrate dello Stato e a tutti i cittadini onesti. L’intensificazione dell’attività di controllo risponde alla fondamentale esigenza di tutelare i consumatori, garantire la leale concorrenza e contrastare frodi e canali illeciti, assicurando contestualmente la trasparenza dei prezzi praticati al pubblico e la regolarità delle operazioni di rifornimento presso gli impianti stradali. La Guardia di Finanza si pone come baluardo nel contrasto alle frodi alle accise per evitare illecite introduzioni in Italia e la commercializzazione abusiva di prodotti petroliferi di origine unionale o extraeuropea.