In crisi

Rieti, un negozio su tre chiuso in 13 anni: allarme desertificazione commerciale

Lo studio di Confcommercio elaborato da Open Rieti rivela un drastico calo delle attività commerciali, con il centro storico in prima linea

Rieti, un negozio su tre chiuso in 13 anni: allarme desertificazione commerciale

A Rieti, la desertificazione commerciale sta assumendo proporzioni allarmanti, con un impatto significativo sul tessuto urbano e sociale. Secondo i dati elaborati da Open Rieti, basati su uno studio di Confcommercio, tra il 2012 e il 2025 la città ha perso circa un negozio su tre. Un fenomeno che non solo riflette una tendenza nazionale, ma che a Rieti procede a ritmi più sostenuti, collocando la città al quindicesimo posto in Italia per numero di chiusure.

I numeri della crisi

I numeri sono eloquenti: le imprese del commercio al dettaglio sono passate da 562 a 389, con una riduzione di 173 attività, pari al 32,2%. Il centro storico, cuore pulsante della città, ha subito il colpo più duro, con un calo da 324 a 218 attività. A scomparire sono soprattutto i negozi tradizionali, come quelli di abbigliamento, profumerie e ferramenta. Un trend che non risparmia neppure le attività di vicinato, fondamentali per la vivibilità urbana.

Le cause e le conseguenze

Le cause di questa desertificazione commerciale sono molteplici e interconnesse. La concorrenza delle grandi catene di distribuzione, l’aumento degli affitti e la crisi economica generale hanno contribuito a rendere insostenibile la gestione di molte attività. Le conseguenze sono immediate e tangibili: meno negozi significano meno servizi, meno sicurezza e strade sempre più vuote. Un circolo vizioso che rischia di deprimere ulteriormente l’economia locale e di svuotare il centro storico, trasformandolo in un’area sempre più desolata.

Le prospettive future

Di fronte a questa situazione, la domanda che si pongono amministratori e cittadini è una sola: come invertire la rotta? Le soluzioni potrebbero passare attraverso un piano di riqualificazione urbana, incentivi per le nuove aperture e un maggiore sostegno alle attività esistenti. Inoltre, la crescita lenta ma costante delle strutture ricettive potrebbe rappresentare un’opportunità per rilanciare il commercio, attrarre nuovi visitatori e ridare vita al centro storico. Tuttavia, senza interventi mirati e tempestivi, il rischio è quello di continuare a contare serrande abbassate e di assistere a un ulteriore declino del tessuto commerciale e sociale della città.