L’ombra dell’incertezza si allunga sullo stabilimento IMR ex Lombardini di Rieti, dove i sindacati esprimono profonda preoccupazione per il futuro dei lavoratori e del sito produttivo. Un incontro istituzionale tenutosi presso il Comune di Rieti, con la partecipazione delle organizzazioni sindacali e della dirigenza aziendale, non ha dissipato i dubbi sul destino dello stabilimento, alimentando un clima di apprensione tra i dipendenti. La crisi del settore automotive, unita alla mancanza di chiare prospettive di reindustrializzazione, pone serie sfide per il mantenimento dei livelli occupazionali e per il rilancio produttivo del sito.
Un incontro istituzionale senza risposte definitive
L’incontro, che ha visto la partecipazione dell’assessore allo sviluppo economico e ai lavori pubblici, Claudia Chiarinelli, delle segreterie territoriali di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Ugl Metalmeccanici, e della dirigenza aziendale, aveva l’obiettivo di affrontare la crisi industriale del gruppo IMR Industries. Tuttavia, secondo quanto dichiarato dai sindacati, l’incontro non ha fornito risposte concrete in merito alle prospettive future dello stabilimento. Le organizzazioni sindacali sottolineano come l’azienda non sia stata in grado di presentare un piano di reindustrializzazione credibile, soprattutto in un contesto di profonda crisi del settore automotive. L’unica soluzione prospettata, nell’immediato, sarebbe la proroga degli ammortizzatori sociali, una misura considerata dai sindacati come meramente conservativa e non risolutiva per i problemi dello stabilimento.
Richieste e aspettative dei sindacati
Nonostante il riconoscimento della disponibilità e dell’attenzione dimostrate dall’assessore Chiarinelli, i sindacati ritengono necessario proseguire il confronto sui tavoli istituzionali, coinvolgendo anche la Regione Lazio. L’obiettivo principale è quello di attivare iniziative concrete che possano garantire reali prospettive di occupazione e un rilancio produttivo del sito reatino. Le sigle sindacali chiedono inoltre il rispetto dei criteri di piena occupabilità previsti dagli accordi sottoscritti in passato, evidenziando come, attualmente, circa la metà dei dipendenti non sia inserita nel ciclo produttivo. Il comunicato è firmato da Fim Cisl Roma Rieti, Fiom Cgil Rieti-Roma, Uilm Uil e Ugl Metalmeccanici.
Lo sguardo è rivolto al futuro, con la speranza che le prossime mosse possano portare una ventata di ottimismo per i lavoratori dello stabilimento IMR ex Lombardini di Rieti. L’attenzione è alta, i sindacati continuano a monitorare la situazione, pronti a intervenire per tutelare i diritti dei lavoratori e garantire un futuro produttivo per il sito.