Un atto di violenza inaudito ha scosso la comunità di Passo Corese e Modena. Don Rodrigo Grajales Gaviria, un sacerdote molto stimato, è stato vittima di un’aggressione che lo ha portato a un passo dalla morte. L’episodio, avvenuto a Modena, ha suscitato sgomento e preoccupazione, riaccendendo i riflettori sulla sicurezza e sulla violenza che, purtroppo, possono colpire anche figure di riferimento come i religiosi. La notizia, riportata dal Corriere di Rieti, ha immediatamente generato un’ondata di solidarietà e vicinanza verso don Rodrigo, in questo momento di grande sofferenza. L’accaduto riporta alla mente i ricordi dell’impegno pastorale e umano che don Rodrigo ha dedicato alla comunità di Passo Corese, dove ha operato tra il 2012 e il 2015.
I dettagli dell’aggressione e la figura di Don Rodrigo
L’aggressione, avvenuta in pieno centro a Modena, è stata sferrata con un fendente alla gola. Don Rodrigo Grajales Gaviria, 45 anni, è stato immediatamente soccorso e portato in ospedale, dove ha ricevuto le cure necessarie per stabilizzare le sue condizioni. Le autorità competenti hanno avviato le indagini per fare luce sull’accaduto e individuare i responsabili di questo grave gesto. Don Rodrigo è stato a capo della parrocchia “Santa Croce” di Passo Corese, principale frazione di Fara Sabina, tra il 2012 e il 2015. Durante il suo periodo di servizio, il sacerdote si è fatto conoscere e apprezzare per la sua dedizione, la sua vicinanza alle persone e il suo impegno nella comunità locale. Il suo trasferimento nel Modenese non ha cancellato il ricordo della sua figura, che rimane viva e presente nel cuore di molti fedeli.
Un legame indissolubile tra la comunità e il suo parroco
Il racconto del Corriere di Rieti del 2 gennaio, ha sottolineato l’importanza del legame tra don Rodrigo e la comunità di Passo Corese. L’affetto e la stima che i fedeli nutrono nei suoi confronti sono evidenti, e la notizia dell’aggressione ha scatenato una forte reazione di solidarietà. In questo momento difficile, la comunità di Passo Corese si stringe attorno al suo ex parroco, augurandogli una pronta guarigione e confidando in un rapido ritorno alla sua attività pastorale. La vicenda mette in luce l’importanza del ruolo dei sacerdoti nella vita delle comunità e la necessità di proteggere le figure che si dedicano al servizio degli altri.