La stagione invernale 2025-2026 si prospetta difficile per quanto riguarda l’accumulo nevoso, con Rieti che risente particolarmente di questa situazione critica. I dati, provenienti dall’Osservatorio Neve e Siccità di Lab24, rivelano un calo allarmante che solleva interrogativi significativi sul futuro del turismo, dello sport e dell’ambiente in questa regione. La Fondazione CIMA ha raccolto i dati, sottolineando l’entità del problema.
Un’analisi dettagliata del fenomeno
Secondo le rilevazioni, l’Italia nel suo complesso registra un deficit del 61% rispetto alla media storica e del 23% rispetto allo scorso anno. La situazione a Rieti è ancora più drammatica, con un calo del 95,3% rispetto alla media storica. Questo dato allarmante evidenzia una carenza di accumulo nivale senza precedenti, con conseguenze dirette e indirette che già si manifestano sul territorio. La struttura Open Rieti, situata al Terminillo, è costantemente impegnata nel monitoraggio delle condizioni della neve e della montagna, confermando le preoccupazioni sull’andamento della stagione.
Implicazioni e prospettive future
L’evidente diminuzione dell’accumulo nevoso sta già impattando sull’apertura degli impianti sciistici e sullo svolgimento delle attività sportive legate alla neve. Questo scenario solleva seri interrogativi sul futuro del turismo e dell’economia locale, che dipendono in larga misura dalle risorse naturali e dalle attività invernali. È fondamentale comprendere appieno le cause di questo fenomeno e valutare le possibili strategie per mitigare gli effetti negativi e adattarsi ai cambiamenti climatici in atto. L’Osservatorio Neve e Siccità di Lab24 mette a disposizione online i dati completi per un’analisi approfondita della situazione e delle sue evoluzioni.